Riportiamo qui di seguito due punti del manifesto del Gay Pride previsto per il 3 ottobre a Udine a cui la giunta De Toni e la sinistra ha dato il pieno appoggio.
A Noi, pare semplicemente una follia:
1) Chiediamo alla Regione FVG, alle Università e agli enti locali di rescindere ogni contratto e collaborazione con le istituzioni e le aziende legate all’entità sionista. Riteniamo doverosa la condanna di ogni forma di guerra e violenza imperialista, di cui quella iraniana ne è l’ultimo esempio. Denunciamo con fermezza la crescente repressione del dissenso e l’uso sproporzionato della forza (come avvenuto a Udine il 14 ottobre 2025, Torino e Milano). Pretendiamo l’introduzione del codice identificativo per le forze dell’ordine, la fine della militarizzazione dello spazio pubblico e l’eliminazione di ogni pratica burocratica che ostacola il libero diritto di manifestare.
2) È necessario garantire allɜ sex workers migranti accesso alla giustizia e ai documenti, sottraendolɜ alla clandestinità. È fondamentale riconoscere il diritto alla genitorialità e assicurare servizi medico-sanitari accessibili per la prevenzione e la gestione delle MST, per la PrEP e per le terapie ormonali. Evidenziamo infine quanto l’inserimento lavorativo delle persone trans* sia ancora caratterizzato da forti discriminazioni: il caso di Cloe Bianco ne è un triste esempio. A subirne le conseguenze peggiori sono inoltre le persone trans* sex worker e migranti sex worker, che si trovano ad affrontare ulteriori gradi di marginalizzazione.



