Manca un anno alle prossime politiche e poco più per le regionali del Friuli Venezia Giulia ma, nonostante i sondaggi, la percezione è che l'elettorato del centrodestra sia sempre più lontano dalla sua coalizione naturale.
Ci troviamo di fronte alla fine di una vera e propria dittatura durata dieci anni dove il governatore Fedriga e la sua giunta hanno pensato a comandare invece che a cercare il consenso. Ogni assessore ha privilegiato una sua ristretta cerchia di amici, più o meno personali, creando delle vere e proprie isole di potere. Le nomine nei vari consigli di amministrazione non hanno tenuto conto dei curricula ma solo dei nomi e dei cognomi.
Oggi gli elettori non sanno ancora se il governatore Massimiliano Fedriga sceglierà di fare il sindaco di Trieste o cercherà di andare in Parlamento e di conseguenza non è dato sapere quando si tornerà alle urne per la Regione Fvg.
C'è di peggio: ad oggi gli elettori del centrodestra non hanno ancora un leader a cui fare riferimento e si ritrovano a dover attendere le scelte delle segreterie romane per sapere chi si candiderà per il dopo Fedriga. La casella del nuovo candidato governatore potrebbe toccare a Fratelli di Italia o alla Lega ma non è sato sapere a quale politico. Quello che invece è sicuro è che fra i potenziali governatori è guerra aperta.
I Ciriani non sopportano Walter Rizzetto tanto da volerlo rimuovere dal ruolo di coordinatore regionale; parimenti Rizzetto non vede bene i Ciriani a causa di un eccessivo potere concentrato nella stessa famiglia. I patrioti triestini non si intromettono nella disputa fra Udine e Trieste pensando a sistemare comunque vada se stessi: probabilmente l'onorevole Nicole Matteoni prenderà il posto di Fabio Scoccimarro nella prossima giunta. Stefano Balloch con l'aiuto del marito Tommaso Cerno confida in un seggio romano, mentre Mario Anzil, nonostante il suo fallimento nel ruolo di commissario della sezione Fdi Codroipo, si contende con il leghista Mauro Bordin la poltronissima di presidente della Provincia di Udine.
Odio puro anche fra la correntona di Sandra Savino e quella di Isabella De Monte: è di questa mattina un post di Franco Mattiussi in cui accusa di incapacità la sottosegretaria al MEF Savino. Gira il nome dell'attuale sindaco di Gonars, Ivan Diego Boemo a prossimo coordinatore regionale azzurro. Testa a testa fra Giovanni Barillari e Alberto Bertossi per la corsa a sindaco di Udine.
Parenti serpenti anche in Lega dove i quadri dirigenti temono l'eccessiva popolarità dell'eurodeputata Anna Cisint, ormai diventata un personaggio televisivo per le sue battaglie all'Islam. Non è un mistero che Massimiliano Fedriga vorrebbe come suo successore Barbara Zilli ma il rischio di un ricorso per ineleggibilità frena la corsa della pupilla dei Fantoni. Da non escludere il silenzioso Marco Dreosto che alla pari di Walter Rizzetto potrebbe aspirare ad una candidatura qualora si optasse per la scelta neutra di un coordinatore regionale.
Intanto il centrosinistra ha isolato totalmete il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni lasciandolo dormire sonni profondi, così da non far danni. Verrà risvegliato al momento opportuno quando dovrà firmare l'accettazione di candidatura a governatore per il centrosinistra…sempre che il potente Petrucco, apprezzatissimo dal Gruppo Nem e dal suo presidente Enrico Marchi, non intenda scedere in campo. Marchi è un noto imprenditore e finanziere, presidente di Banca Finint e della società di gestione aeroportuale SAVE.





