Sebbene in buona parte del Friuli Venezia Giulia abbia trionfato il SI al referendum sulla Giustizia, nei quattro comuni capoluogo ad aver avuto la meglio è stato nettamente il NO. Sarebbe sufficiente partire da questo dato per capire lo stato di fragilità del centrodestra a Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia. Se poi si aggiunge il fatto che dei quattro comuni, quello di Udine è anche amministrato agevolmente da un centrosinistra piuttosto attaccabile, la fotografia dello stato di salute del centrodestra non mostra opacità.
Nell'aprile 2023 in pieno splendore del governo Meloni, a Udine la coalizione del centrodestra perse il Comune: Fratelli di Italia raccolse il 14% (contro un 18,11% regionale), la Lega il 9,9%, la lista civica Identità Civica il 9,3%, la lista civica Fontanini Sindaco il 7,3%, Forza Italia il 4,9% e l'Udc il 2,2%.
Attualmente la tensione fra le forze del centrodestra in consiglio comunale è piuttosto alta a causa di uno scarso feeeling fra le liste civiche e Fratelli di Italia, alla cui guida c'è Ester Soramel, ex esponente di spicco del centrosinistra locale, molto vicina al vice sindaco del Pd Alessandro Venanzi, fino a poche settimane prima del passaggio con i patrioti. Capogruppo è Luca Vidoni, di lavoro “porta borse” del vice presidente della Regione Fvg, Mario Anzil, e artefice di un recente inciucio con il centrosinistra per la nomina del nuovo cda dell'Asp La Quiete. Fra i consiglieri eletti in Fdi c'è poi Antonio Pittioni in netto contrasto con il coordinatore regionale Walter Rizzetto e orientato a non ricandidarsi. La sola ad andare d'accordo con Ester Soramel è il capogruppo della Lega, Francesca Laudicina, in aperta rotta di collisione con la segreteria provinciale del partito e sposata con Giorgio Siciliani, recordman di incarichi come revisori dei conti ma di recente espulso dai padani. Da alcuni mesi Francesca Laudicina è stata commissariata da coordinatrice comunale della Lega Udine e al suo posto è stata nominata la giovane Giulia Agostinelli; all'interno di Fratelli di Italia si da per scontato il suo passaggio nella lista dei patrioti.
Fra i papabili candidati sindaci alle prossime amministrative udinesi nessun nome sembra essere avvantaggiato sugli altri; il più gradito parrebbe essere Loris Michelini, politico stimato e di grande esperienza amministrativa ma considerato poco carismatico per rilanciare la coalizione. A seguire c'è il coordinatore cittadino di Forza Italia Giovanni Barillari, apprezzato primario ma difficilmente disponibile a fare una vita da mediano con questa coalizione. Fratelli di Italia, conscia della debolezza dei suoi uomini in città potrebbe mettere in campo, come ha già fatto a Pordenone, un big del consiglio regionale come Stefano Balloch e persino il deputato Walter Rizzetto (nome che circola anche come possibile candidato governatore). Ultimo nome, ad oggi ipotizzabile, è quello del consigliere regionale Mauro Di Bert (Lista Fedriga), già sindaco di Pavia di Udine e difficilmente ricandidato alle prossime regionali.



