Nella giornata di martedì 25 novembre, si è tenuto il convegno Il coraggio di ascoltare, il dovere di agire, organizzato dalla Cgil Udine. L’appuntamento nella piccola sala riunioni della Camera del lavoro di via Bassi 36 ha visto gli interventi di Daniela Duz e di Maria Cartolano per la Cgil, di Arianna Facchini (Possibile/Avs), assessore alla demografia e alle pari opportunità del Comune di Udine, di Erica Pillinini, psicologa e psicoterapeuta, di Calogero Anzallo (Avs), psichiatra, dell’avvocata Andreina Baruffini Gardini, della magistrata Annunziata Puglia, delle consigliere regionali Manuela Celotti (Pd) e Serena Pellegrino (Avs). Secondo la Cgil, limitarsi all’inasprimento delle pene non risolve il problema: servono politiche che rafforzino la prevenzione, a partire dalle scuole dell’infanzia, con programmi di educazione affettiva e percorsi di abbattimento degli stereotipi di genere. Aspetti, sottolinea Duz, che il Ddl Valditara non affronta adeguatamente. La sindacalista richiama anche la necessità di finanziamenti strutturali ai centri antiviolenza, di misure che supportino la conciliazione vita-lavoro e di interventi contro il lavoro femminile povero e precario. “Nella legge di bilancio non ci sono segnali in questa direzione, né scelte che favoriscano l’indipendenza economica delle donne. Anche per questo abbiamo proclamato lo sciopero generale del 12 dicembre”, denuncia. Nemmeno un accenno alle violenze e agli stupri commessi dagli extracomunitari, nemmeno un accenno al maschilismo della cultura islamica e nemmeno una donna nel pubblico di colore o musulmana. Vicino alle drammatiche scarpette rosse, tante bandiere rosse e il segretario provinciale Cgil, Emiliano Giareghi.





