All'inizio del 2020 con i primi casi di Covid in Friuli Venezia Giulia cominciava un periodo che per un paio di anni avrebbe condizionato la nostra vita, in particolare nei primi due-tre mesi, quando fu imposto un duro lock-down. Sono morti in migliaia, 6447 secondo i dati ufficiali, ma molti altri sono stati salvati grazie al lavoro del personale sanitario. I reparti di infettivologia furono tra i primi ad accorgersi quello che stava per accadere. Lo dirigeva, allora come oggi, Carlo Tascini: "La svolta l'ho avuta quando dei colleghi dalla Lombardia ci hanno mandato un audio per descrivere la situazione nel loro reparto, poi quando abbiamo visto i primi casi di polmonite anche noi, siamo rimasti colpiti. Abbiamo capito che era finita quando abbiamo smesso di vedere le polmoniti". La terapia intensiva di Udine era stata scelta sin da subito come primo punto di riferimento regionale. Il primo paziente arrivò da Caneva. Il primario Flavio Bassi: “Aveva una polmonite che non sapevamo come trattare". Si salvò come anche il primo di una serie di pazienti trasferiti dalla martoriata Lombardia. Ma molti, purtroppo, non ce la fecero. E per i medici di terapia intensiva fu pesante vedere morire così tante persone: "Avere una mortalità del 30-35% è stata una cosa terribile, tre-quattro morti al giorno, non era mai successo prima". Verso febbraio del 2021, il Friuli Venezia Giulia, sempre su base percentuale, diventò uno dei territori in cui si moriva di più rispetto alle altre regioni. I primi due anni, rispetto agli altri territori, fatte salve Lombardia e Veneto, un buon 12 per cento in più. Non è poco sul numero complessivo. Dal giorno del primo morto di Covid al 30 agosto 2022, in 883 giorni ci furono 5.357 morti complessivi: 6 morti al giorno di Covid. Sempre secondo i riscontri “misurati” con i parametri regionali. Ma c’è di più. In provincia di Udine i morti giornalieri furono tre, uno in quella di Pordenone, uno a Trieste e uno a Gorizia. Sempre al giorno e sempre di Covid. Ma possiamo andare oltre. Il mese in cui ci sono stati più morti fu gennaio 2021. Rispetto a una media di decessi pari a 1.693 persone, rilevata negli ultimi 15 anni, esclusi il 2020 e 2021, in quei trenta giorni erano decedute in regione 2.240 persone. Segue dicembre 2021 quando i decessi furono 2.028 rispetto alla media, sempre nei ultimi 15 anni, di 1.642. Durante questa terribile pandemia ci furono moltissimi dubbi circa la “tachipirina e la vigile attesa”, i vaccini anti Covid, l'obbligo dei tamponi, il mercato nero delle mascherine, l'alta mortalità nelle case di riposo, il lock down. Ebbene ad oggi, non ci risulta essere stato alcuna inchiesta giudiziaria sulle tante responsabilità, nessun processo, nessun imputato a processo, nonostante le tantissime richieste dei famigliari dei tanti morti durante la “pandemia”. Sono trascorsi circa quattro anni dalla querela per diffamazione sporta dall'assessore Regionale alla Sanità del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi al Perbenista; querela da noi vinta. Il potente assessore, assistitito dal suo legale di fiducia, Luca Ponti, mosso da indubbio rancore ha fatto ricorso e fra qualche giorno ci sarà l'udienza di appello. Motivo della querela: la non accettazione da parte dell'assessore Riccardi (FI) di critiche, poi, ritenute legittime dal Tribunale di Udine, sulle mancanze del sistema sanitario regionale nell'affrontare l'emergenza Covid. Uno degli argomenti che aveva infastidito maggiormente il politico era la notizia precedentemente pubblicata dagli stessi ambienti sanitari regionali di una sua prematura vaccinazione rispetto ai protocolli sanitari. Eppure, qualcuno nelle liste dei urgenti per patologie rare lo avrebbe visto e riconosciuto. il primo novembre, il giorno di “tutti i Santi”, il suo legale, l'avvocato Luca Ponti, presenterà al Festival Mimesis, festival della filosofia e trasformazione digitale, il libro: “La giustizia raccontata”. Ponti nel suo manoscritto dichiara che “essere avvocato non significa solo applicare regole tecniche, ma anche saper ascoltare e accompagnare, in un equilibrio costante tra le richieste del cliente e le esigenze della giustizia”. Ma cosa ci azzecca questo libro con la filosofia e la trasformazione digitale? Probabilmente il fatto che nel comitato scientifico della casa editrice Meltemi Linee, fa parte anche il presidente del Premio Udine Filosofia Mimesis, Luca Taddio. Cosa intende l'avvocato Ponti per “equilibrio fra le richieste del cliente e le esigenze della giustizia”? Il 6 ottobre 2025 il libro “La giustizia raccontata” , edito da una piccola casa editrice, venne presentato, a Roma, nella prestigiosa Sala degli Atti parlamentari del Senato, alla presenza di Carlo Nordio (Fdi), Ministro della Giustizia, Simonetta Matone (Lega per Salvini premier), Membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Antonio Di Pietro (dopo la fine dell'esperienza politica si è ritirato nel suo paese natale, Montenero di Bisaccia, dove ha rimesso in piedi l'azienda agricola di famiglia), Luca Ponti, Autore del libro, Luca De Pauli, Autore del libro e Tommaso Cerno, Direttore de Il Tempo; a moderare la giornalista conduttrice sportiva televisiva udinese, Alice Mattelloni.




