Si è tentuta la scorsa sera una riunione congiunta delle segreterie cittadine e provinciali del centrodestra friulano nella sede udinese di Fratelli di Italia. Fra i presenti alcuni consiglieri comunali della minoranza a Palazzo D'Aronco, i capigruppo e i coordinatori locali. Nessun nome di possibile candidato sindaco per il 2028, nessuna strategia, nessun nuovo innesto, nessun programma concreto; anzi, le liste civiche che avevano sostenuto Fontanini si sono ormai, di fatto, sciolte. Fra i presenti è spiccata l'uscita del capogruppo di Fdi in Consiglio Comunale, Luca Vidoni, ex collaboratore dell'attuale consigliere di amministrazione della Quiete Luca Beltrame e, da quattro anni, segretario dell'assessore regionale allo sport Mario Anzil: “qualcuno parla con Il Perbenista delle nostre cose!” - avrebbe, più o meno, dichiarato. Un modo per giustificare il forte imabarazzo per le nomine fatte dai patrioti alla Quiete e alla Fondazione Hofmann e non gradite da Forza Italia e Lega. Intanto Udine registra un costante aumento di profughi, nuove aperture di centri islamici, spaccio di droga, continui reati di microcriminalità collegati ai minori non accompagnati. Mentre gli elettori chiedono il pugno duro, sui social il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso (Fdi), si immortala con le fedi nuziali assieme al suo futuro sposo, Loris Bazzo, sindaco leghista di Carlino. Ad agitare gli animi sono anche le rette delle case di riposo, sempre più care e la minor qualità dei servizi, spesso affidata a badanti extra ue. Ancora una volta il centrodestra invece di schierarsi dalla parte degli anziani e dei comitati dei familiari, opta per la casta e protegge le scelte dei propri amministratori chiedendo l'oscuramento dell'unico blog di destra: Il Perbenista. Una rabbia crescente si sta trasformando in un'onda nera a cui difficilmente saprà dare soddisfazione una classe politica regionale arroccata su se stessa da dieci anni.



