Circa due mesi fa l'Azienda zero avviava il reclutamento temporaneo dei medici stranieri destinati alle strutture di Emergenza e di Pronto Soccorso; camici bianchi i cui titoli professionali conseguiti nei Paesi extra Ue non sono stati riconosciuti dal Ministero della salute. La loro entrata in servizio è stta sospesa dal tar del Veneto in sede cautelare, ma siccome i giudici della Lombardia sono già entrati nel merito annullando l'analoga delibera, i sette ordini provinciali dei medici e la Fnomceo a livello nazionale hanno chiesto alla giunta regionale veneta di convocare un tavolo per rivedere la procedura. Come annunciato dalla Regione Veneto, ribadito da Azienda Zero e riconosciuto dal Tar, si tratat di una misura emergenziale, prevista fino al 31 dicembre 2027 e motivata dalla carenza di sanitari. Una giustificazione che gli ordini della Lombardia e del Veneto (a differenza dei silenziosi ordini del Friuli Venezia Giulia) ritengono insufficiente rispetto ai rischi ipotizzabili nell'erogazione delle cure. Da ricordare che il Tar della Lombardia ha dichiarato illegittimo il riconoscimento solo formale dei titoli ottenuti all'estero, senza una valutazione sostanziale delle competenze acquisite. DEcorsi i termini per l'appello della giunta Fontana, la neo giunta Stefani si trova davanti ad un precdente non da poco (il tutto mentre la giunta Fedriga tace impavidamente). Il presidente nazionale Fnomceo ha quindi puntualizzato che “diventa finalmente incontestabile e inconfutabile” la circostanza che il provvedimento lombardo “ha ecceduto i limiti della deroga” prevista dalla norma statale, “introducendo una disciplina alternativa a quella nazionale che prescinde dalle verifiche attitudinali, di competenza, di capacità sostanziali e dall'iscrizione in un Albo professionale da parte dei professionisti con qualifiche conseguite all'estero, a discapito dell'irrinunciabile tutela del valore fondamentale della salute”, sancito dalla Costituzione. (Ascolta video intervista)
La Regione Fvg, con DGR.134/2022 - DL.105/2021, Art. 6 Bis: “Deroga alle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie - Disposizioni attuative” DELIBERA:
1) di AUTORIZZARE le strutture sanitarie pubbliche, PRIVATE O ACCREDITATE, CON IL SSR, LE STRUTTURE SOCIOSANITARIE ACCREDITATE E CONVENZIONATE CON IL SSR, a procedere al reclutamento temporaneo di professionisti sanitari…
2) di stabilire che ai fini del punto sub.1è consentito l'impiego di professionisti sanitari, anche tra i cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione Europea, purchè titolari di un permesso di soggiorno che consenta di svolgere l'attività lavorativa, CHE SIANO IN POSSESSO DI un titolo di studio conseguito in un Paese dell'Ue assieme all'iscrizione ad un Ordine o Albo professionale del Paese di provenienza, OPPURE, NEL CASO DI TITOLO DI STUDIO CONSEGUITO IN UN PAESE EXTRA UE, UNA TRADUZIONE ASSEVERATA IN ITALIANO, L'ISCRIZIONE AD UN ORDINE O ALBO PROFESSIONALE DEL PAESE DI PROVENIENZA CON TRADUZIONE AASEVERATA IN ITALIANO E LA DICHIARAZIONE DI VALORE RILASCIATA DALL'AUTORITA' DIPLOMATICA O CONSOLARE ITALIANA PRESENTE NELLO STATO DOVE E' STATO RILASCIATO IL TITOLO. Infine di statuire che LE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE, PRIVATE O ACCREDITATE CON IL SSR, LE STRUTTURE SOCIOSANITARIE ACCREDITATE E CONVENZIONATE CON IL SSR, DEBBANO VERIFICARE PRELIMINARMENTE IL POSSESSO DEI REQUISITI DI CUI AL PUNTO STESSO, ATTRAVERSO L'ACQUISIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE CORRISPONDENTE.
Ma nel caso dei medici extra UE in servizio in Italia nelle strutture private o accreditate con il SSR QUALI CONTROLLI E VERICHE SONO STATI COMPIUTI E QUALI SONO STATI GLI ESITI DELLE EVENTUALI ATTIVITA' ISPETTIVE?
(Del caso di Latisana, contemporaneamente ad un'indagine dei Nas, se ne era occupata anche la trasmissione di Retequattro Fuori dal Coro quando, il dottor Salvatore Guarneri aggredì il cameraman in piena intervista).



