E' trascorso più di un anno da quando la Guardia di Finanzia accertò una serie di appalti pilotati, capitolati costruiti ad hoc per gare prive di reale concorrenza. Era il quadro emerso dall’indagine “Filobus”, con cui la Guardia di Finanza di Udine ha ricostruito in Friuli un sistema di irregolarità negli acquisti di 14 scuolabus per oltre 1,6 milioni di euro. A essere favorita l’azienda veneziana fornitrice Stefanelli di Cazzago di Pianiga che partecipava con ribassi minimi.
Quattordici i Comuni implicati, tutti piccoli: innanzitutto Premariacco – da cui è partita l’inchiesta in seguito all’indagine che nel 2020 aveva portato all’arresto dell’ex sindaco Roberto Trentin. Ma essere stati coinvolti in provincia di Udine sono stati diversi dipendenti dei Comuni di Arta Terme, Dignano, San Pietro al Natisone, Rive d’Arcano, Prato Carnico e Taipana. Per quest’ultima amministrazione risulta indagato il sindaco Alan Cecutti, in quanto Responsabile Unico del Progetto.
Dalle email acquisite emerse un rapporto diretto e illecito tra funzionari comunali e l’agente di vendita con prezzi e capitolati suggeriti che di fatto escludevano altre imprese. Grazie alla documentazione emersa, le verifiche si sono estese anche in 6 Comuni del Goriziano e in tre della provincia di Belluno, ovvero in tutti gli enti dove erano state indette gare per l’acquisto dei 24 mezzi offerti dal solerte agente. Un commerciale che era riuscito a generare per la sua azienda un giro d’affari di oltre tre milioni di euro. In seguito all’inchiesta, l’ex primo cittadino di Premariacco decise di patteggiare. Condannato, invece, l’agente di commercio di Pianiga (Ve). Complessivamente 18 dipendenti pubblici indagati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Oltre a Trentin, tra i procedimenti già definiti dal Tribunale di Udine, la condanna di due funzionari di Dignano e Arta Terme e il patteggiamento di un altro dipendente. I cittadini chiedono da tempo ai propri sindaci i nomi dei funzionari indagati in virtù di quella trasparenza che molto spesso vale solamente per le indagini degli imprenditori e mai per quelli di politici e colletti bianchi. Interpellato nel merito, il sindaco di Rive D'Arcano, Gabriele Contardo (csn) ha dichiarato di essere al corrente del nome del funzionario del suo Comune implicato in questa imbarazzante vicenda ma di non volerlo rendere pubblico in virtù di una presunta innocenza da dimostrare. Dagli uffici giudiziari la sola cosa che è data sapere sono le iniziali, ossia N.B., ma la politica continua a tacere e a non prendere alcun provvediamento. Intanto la fiducia dei cittadini verso la classe politica è in continuo calo.


