Il peggior nemico del centrodestra è la poca trasparenza della classe politica con i suoi elettori; il miglior amico del centrosinistra è che i comunisti sono disposti a votare chiunque nella propria coalizione pur di non perdere la poltrona.
Fatta questa doverosa premessa vediamo alcune città del Friuli in cui si andrà al voto prossimamente.
A Codroipo, il centrosinistra ricandiderà l'uscente Guido Nardini, un passato in giunta nel 1975 da indipendente del Pci durante l'amministrazione Moroso. Guido Nardini sarà poi assessore per un mandato e mezzo dal 1993 nella giunta di centrosinistra guidata da Giancarlo Tonutti. Nel 2022 Guido Nardini, dopo undici anni di centrodestra sotto l'amministrazione Fabio Marchetti, è il nuovo sindaco di Codroipo. Il candidato del centro sinistra batte Gianluca Mauro, sconosciuto esponente del centro destra in quota Lega ma professionalmente vicino a Massimo Blasoni.
Per sfidare Guido Nardini nel 2027 con una soglia di vittoria al primo turno del 40% il centrodestra dovrà trovare un nome carismatico che, ad oggi, pare non esserci. Il primo grande problema è rappresentato da Forza Italia che sotto l'ala protettrice dell'imprenditore Luciano Facchini e dei vertci regionali del partito appare in ottimi rapporti di amicizia con il primo cittadino uscente. Ciò detto, quella parte di Forza Italia che guarda all'asse De Monte - Zanin, potrebbe candidare a sindaco Tiziana Cividini oppure Giancarlo Bianchini, figura che gode di scarsa attendibilità politica nel capoluogo del medio Friuli. Bianchini, nel 1993 si candidò a sostegno del candidato sindaco democristiano Riccardo Riccardi classificandosi come primo dei non eletti; a vincere fu Giancarlo Tonutti con Guido Nardini e Vittorino Boem in giunta. Nel 1997 la prima giravolta di Giancarlo Bianchini che si ricandidò in Progetto Codroipo, a sostegno del centrosinistra, nel Giancarlo Tonutti bis diventando assessore. Bianchini anche nel 2001 sostiene il centrosinistra e torna in giunta con Vittorino Boem e come consigliere comunale nel 2007 nel Boem bis. Nel 2011 Giancarlo Bianchini, su indicazione di Riccardo Riccardi, invece di sostenere la compianta Carla Comisso, si candida con il centrodestra, diventando per due volte assessore nella giunta di Fabio Marchetti. Nel 2022 Bianchini si candida con Gianluca Mauro ma in seguito alla vittoria del centrosinistra guidato da Guido Nardini rassegna le proprie dimissioni da consigliere comunale di Forza Italia lasciando il seggio all'ex poliziotto Thierry Snaidero (ex fedelissimo prima di Riccardi e successivamente di Sergio Emidio Bini). L' ultima apparizione pubblica di Bianchini, seduto poco distante dal sindaco Guido Nardini, risale alla recente visita al Nodo del vice ministro Valentino Valentini assieme alla coordinatrice regionale azzurra Sandra Savino e all'assessore regionale Riccardo Riccardi.
La Lega codroipese è guidata da Cristian De Cecco mentre in consiglio comunale siede il biniano Antonio Zoratti, già candidato alle regionale nella Lista Fedriga.
Segretario cittadino di Fratelli di Italia a Codroipo è il consigliere comunale Andrea D'Antoni, perennemente assente ma inspiegabilmente mai sostituito; capogruppo è Vincenzo De Rosa, affettuosamente soprannominato il muto di Sorrento. Recentemente il partito di Giorgia Meloni si è affidato al vice presidente della Regione Fvg, Mario Anzil, per cercare di far risvegliare la bella addormentata.
A Cividale dove il centrodestra è in piena forza e si accinge ad andare al voto a breve, Forza Italia ha posto un veto irremovibile sul sindaco padano uscente Daniela Bernardi, considerata dal consigliere regionale Roberto Novelli (FI) troppo poco carismatica. Il segretario provinciale della Lega, Graziano Bosello, incapace di difendere la posizione della Bernardi, in queste ore starebbe cercando di ripiegare su un altro nominativo leghista che potrebbe essere quello dell'affascinante assessore Rita Cozzi. Tirato in ballo solo per creare il caso, l'ex sindaco Attilio Vuga, ormai anziano, ad oggi non ha mai parlato ufficialmente con nessuna segreteria politica e con nessun giornalista. La data presunta del voto è quella di fine maggio con una finestra che va da aprile a giugno 2026. Per il centrosinistra pare pronto a correre il giovane, ma non troppo, Fabio Manzini (Pd), che nel frattempo ha finalmente terminato gli studi universitari.
A Udine sono tasti dolenti per tutti: centrosinistra, centrodestra e cittadini. Al momento ad apparire in vantaggio è il centrosinistra, attualmente alla guida della città con il sindaco Alberto De Toni. La sua giunta non è particolarmente amata a causa dell'aria di grande insicurezza che si respira. Per fare una sintesi “troppi profughi e pochi parcheggi”. Particolarmente antipatico e al centro di molte critiche è l'assessore alla mobilità Ivano Marchiol (vicino all'ala più estrema della sinistra). Dopo tre anni di opposizione il centrodestra non ha ancora individuato il suo prossimo candidato sindaco e l'attuale composizione del consiglio comunale è quella uscita con le ossa rotta dopo la disastrosa amministrazione Fontanini (Lega). A nulla è valso il tentativo della segreteria provinciale di imbavagliare la leghista Francesca Laudicina nominando come nuovo portavoce la giovane Giulia Agostinelli. L'ex vice sindaco Loris Michelini, popolarissimo a Cussignacco, sè detto disponibile “se richiesto a fare da leader della coalizione”. A guidare Fratelli di Italia è Ester Soramel, in passato molto vicina all'attuale vice sindaco Alessandro Venanzi (Pd) e all'ex assessore regionale della giunta Illy Enrico Bertossi che come ha dichiarato ironicamente l'ex potente ministro democristiano Giorgio Santuz (in foto con Il Perbenista) “a settanta anni vuole ancora giocare con i trenini di Cividale”. Fra i più desiderosi a candidarsi a sindaco c'è il presidente de La Quiete, Alberto Bertossi (FI), molto vicino ai vertici regionali di Forza Italia; resta da capire se e quando romperà gli indugi ed inizierà a esprimersi sullo scarso operato della giunta De Toni, in particolare dell'assessore ai servizi sociali udinese Stefano Gasparin (Pd) che pare destinato a prendere il suo posto nella casa di riposo. Totalmente assenti dallo scenario politico udinese esponenti politici del Movimento Cinque Stelle e di Futuro Nazionale.






