Lo strapotere della UIL FPL, ossia Uil Federazione Poteri Locali, in Friuli Venezia Giulia fa discutere molto; i primi a denunciarlo sono stati gli altri sindacati, ma anche personale medico, infermieristico e amministrativo dell'area Giuliana Isontina. Si parla di dinastia dei Bressan, dove la guida regionale del sindacato è passata da padre in figlio mantenendo un forte impegno di entrambi. Si parla di una Uil FPL che si è alleata per poi quasi inglobare Cisl e Nursind. Si parla di una forte amicizia fra Luciano Bressan e il direttore generale di Asugi, Antonio Poggiana, al punto da vederli arrivare assieme ai tavoli di concertazione. Sia chiaro che l'amicizia non è un reato ma può essere inopportuno manifestarla troppo in cerchi contesti. Che fine ha hatto il sindacato delle lotte contro i datori di lavoro? Fra i primi a uscire allo scoperto sono stati alcuni vertici della Cgil che diversi anni fa hanno sollevato il caso della nomina di una segretaria cittadina della Uil Fpl ad un incarico di responsabilità all'interno dell'Asugi senza aver dichiarato la sua militanza sindacale. La legge prevede, infatti, che non sia possibile per chi assume incarichi di vertice nei sindacati assumere incarichi di gestione del personale. La Cgil in un primo momento denunciò l'anomalia al direttore generale Asugi Poggiana che però si limitò a qualche risposta evasiva. Non soddisfatta la Cgil presentò un esposto in Procura ma da quanto riferisce lo stesso sindacato la pratica, dopo circa due anni, risulta ancora ferma in fase istruttoria. Ad aggravare il quadro contribuì la violazione di un'altra regola, ossia che chi va ad assumere incarichi di gestione con il personale non deve avere rapporti famigliari o affettivi con sindacalisti di vertice. Un'altra vicenda meno grave ma comunque che ha suscitato diverse perplessità è stato il caso della rapida carriera di Luciano Giuseppe Aniello; nel giro di un anno è passato da un incarico di coordinamento di prima fascia nel distretto monfalconese all'incarico di funzione organizzativa di settima fascia presso il distretto 1 di Trieste. A colpire l'attenzione la sua passione per i post su Facebook in cui pubblicizza le attività e i servizi proposti dalla Uil e dove non manca l'appello: “Chiamatemi!” a far capire di essere il diretto interlocutore.






