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IO SONO CACCA: IN VENETO I SOLDI DEL BIOMETANO E IN FRIULI LIQUAME E POLLINA

2025-12-16 16:24

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IO SONO CACCA: IN VENETO I SOLDI DEL BIOMETANO E IN FRIULI LIQUAME E POLLINA

FABRIZIO STELLA, EX UOMO DEL GRUPPO GENERALI, A CAPO DI UNA SERIE DI SOCIETA' DI BIOMETANO E RETI ELETTRICHE

È ben determinata a cavalcare l’onda di sviluppo del biometano, la holding delle energie rinnovabili di Cittadella, nel Padovano, attiva nella produzione di biometano con gli impianti di digestione di liquami animali e prodotti vegetali da secondo raccolto, guidata dall’amministratore delegato Stefano Svegliado. A Piazzola sul Brenta, vicino a Padova, è in partenza uno dei nuovi progetti. Femogas, che punta a chiudere il 2025 con ricavi per 55-60 milioni di euro, affronta la nuova fase, dopo aver realizzato l’aumento di capitale intorno al nucleo proprietario che raccoglie in un patto di sindacato i soci Stefano Svegliado, Stefano Bozzetto, Paolo Giopp, e le famiglie Rossi Luciani e Nalini, alla guida del gruppo padovano quotato Carel, che controlla l’85% della holding; nel cda della Femogas spa, siede anche Fabrizio Stella, neo presidente del Consorzio Naturalmente, da latte friulano «Abbiamo portato il capitale sociale a 62 milioni - dice Svegliado -, in un’operazione per metà coperta dai soci storici e per metà da nuovi», tra cui Family Office e realtà come la società petrolifera Vitol, quella di impiantistica per il biometano Ab e Bnp Paribas. Femogas viene poi dall’aver sottoscritto, a giugno, con Infranity, il fondo infrastrutturale francese partner del gruppo Generali, un finanziamento da 145 milioni di euro, con un’opzione per altri 100, per sostenere la costruzione di impianti di biometano. «Stiamo facendo valutazioni su ulteriore equity: potrebbe venire dall’ingresso in minoranza di un fondo o di un partner industriale o dall’emissione di un prestito obbligazionario - aggiunge Svegliado -. Il punto chiave è però che il controllo di Femogas resterà qui: è un’azienda italiana e veneta e resterà sul territorio, a Cittadella, dove lavorano già 120 persone». I prossimi passi sono già definiti intorno alla realizzazione di altri quattro impianti. Si parte da Piazzola, dove sono iniziati, con il rifacimento della strada d’accesso, i lavori intorno ad un impianto di biogas esistente già acquisito, che sarà rifatto, raddoppiato e che entro dieci mesi dovrebbe produrre biometano, con una potenza di 2 megawatt elettrici equivalenti; la dimensione sarà di un terzo rispetto a quello di Schiavon, nel Vicentino, avviato due anni fa, che produce settemila tonnellate di biometano annue. A novembre dovrebbero partire poi i lavori dell’impianto, stavolta da zero, nella zona industriale di Villa Bartolomea, nel Basso Veronese, stessa dimensione del precedente; sempre nel Veronese, ma ad Isola della Scala e nel 2026, dovrebbe poi scattare il progetto, intorno ad una maxi-allevamento di bovini, per l’unificazione e trasformazione a biometano di due impianti esistenti di biogas.
Ultimo progetto in rampa di lancio è l’accordo di programma in chiusura con la Regione Friuli Venezia Giulia, per un impianto integrato a Palazzolo dello Stella, vicino a Latisana. «Lì abbiamo una stalla con 500 mucche da latte, che raddoppieremo e in cui inseriremo i sistemi di gestione robotizzati, alimentati da elettricità prodotta da agrivoltaico - dice Svegliado -. Il tutto sarà intorno a un impianto di biometano, hub di raccolta e valorizzazione di liquami, letami e pollina per l’area, e che produrrà digestato per 1.200 ettari di coltivazioni. L’attesa è di avviare investimenti per 70 milioni a metà 2026». Nei prossimi post vi spiegheremo, passaggio per passaggio, tutta la galassia delle scatole cinesi che gestiscono il mondo del biometano nel nordest, tenendo la testa in Veneto e il sedere in Friuli Venezia Giulia.

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